Oggi e’ una bella giornata di sole, la fatidica alba di tanti sardi in trepidante attesa per l’arrivo di Papa Francesco, e’ giunta. Una volta tanto l’isola di Sardegna esula dai soliti stereotipi, questa volta i sardi, che per l’immaginario collettivo dei mass media, si dividono tra sequestri di persona e pastorizia, godono di una luce nuova, di grande intensita’…oggi essere sardi e’ indice di una punta d’orgoglio, oggi e’ una giornata di festa. Le attese erano inumerevoli, migliaia di devoti son partiti da ogni punta estrema dell’isola, tutti avevano nel profondo del cuore una preghiera, una supplica, una richiesta da bisbigliare a quell’uomo diventato Papa, che sa’ ascoltare le voci del popolo, che sa’ parlare in modo semplice per farsi capire da tutti, che tavolta rompe il rigido sigillo del protocollo, pur di sentirsi sempre piu’ vicino a quelle fascie piu’ deboli, quelle di tante persone che si trovano in difficolta’, quelle di innumerevoli uomini e donne che hanno perso il diritto al lavoro, quelle che hanno perso la speranza di poter mettere fine ad una situazione sempre piu’ gravosa. E proprio sulla speranza il Papa si e’ soffermato piu’ di una volta esortando le persone a non perderla, non permettendo a nessuno di farsi rubare quella speranza cosi’ preziosa, l’unica in grado di dare ancora un senso compiuto alla vita stessa. Non posso negare di essere stato colpito da quelle parole, e le lacrime hanno rigato il mio volto nel vedere quelle file interminabili di ammalati in attesa di una buona parola, di un bacio sulla fronte, oggi hanno vissuto una giornata da protagonisti, una giornata che rimarra’ per sempre impressa nei meandri dei loro cuori. Forse domani le cose saranno uguali in tutto e per tutto ad oggi, ma una cosa e’ certa, il miracolo collettivo si e’ compiuto nello stesso momento in cui seppur per poche ore, le persone si son sentite meno sole, si son sentite il volto accarezzato da una mano immaginaria eppur cosi’ presente, grazie Papa Francesco a nome mio e di migliaia di sardi che come me hanno sentito la tua amorevole presenza.

buon ascolto…!



4 Commenti to “F…..COME FRANCESCO…!”

  1.   grazia Says:

    molto toccante…..mi ha coinvolto…bravo

  2.   Simone Fantasia Says:

    Grazie Arnaldo

    L’esposizione dei sentimenti che hai provato nel assistere, (chissa in quale angolo di via Roma di Cagliari), insieme alle migliaia di persone che assiepavano il percorso di Papa Francesco, le ho provate anch’io da casa, purtroppo per me non avendo potuto raggiungere quel luogo.
    Ma i sentimenti i brividi e le emozioni al sentir il discorso di Papa Francesco, sono gli stessi. Le lacrime scendevano copiose, non potendole trattenere. L’ammirazione per questo umile uomo, che con il suo carisma e con parole semplici e un tono ugualmente toccante riusciva a far capire alla gente la sua vicinanza e il suo appoggio morale a tutta la popolazione della Sardegna. La sua preghiera affinchè il Signore aiuti la nostra gente è stata profonda.
    L’ incitazione a non perdere la speranza è l’espressione più preziosa, più importante, affinchè si possa guardare al domani con un sorriso e con una fede superiore a quella che ci prospettano i nostri governanti. Ringrazio Papa Francesco con un grande ed affettuoso abbraccio per la sua intercessione e la sua vicinanza al popolo Sardo.
    Grazie Arnà per tutto … a presto.

  3.   arnaldofingerstyle Says:

    grazie a te simone per l’incisivo commento….di grande intensita’…!

  4.   antonella Says:

    L’argomento principale toccato da Papa Francesco è stato quello del lavoro, un Papa rivoluzuionario che si sta occupando della grande crisi che affligge l’Italia, i giovani ma anche i meno giovani che hanno perso il lavoro e hanno poche speranze di trovarne un altro. Giustissima la sua frase “Dove non c’è lavoro non c’è dignità”…molti applausi e molti volti rigati dalle lacrime…una pillola di fiducia distribuita a quanti giovani e anziani scartati in quel momento hanno avuto la speranza di una ripresa. Speriamo che i nostri politici riflettano e che la smettano di perdere tempo a litigare tra di loro.