E mi parlavi con la stessa frenesia che ha un bimbo nello scartare il suo dolcetto preferito, l’entusiasmo era alle stelle e i tuoi occhi,seppur osservassi un film senza sonoro, parlavano da soli ed erano piu’ luminosi del solito, forti di una luce intensa che non avevo mai visto sul tuo volto. Lui e’ il mio amico Pietro, al rientro dalla sua gita a Roma, un viaggio che per tutta una serie di coincidenze fortuite, ha coronato il suo sogno di cattolico fervente,quello di stringere le mani e poter scambiare qualche parola di fede e di speranza con Papa Francesco. Io lo ascoltavo con l’attenzione di sempre, anche se onestamente devo dire che non era un’impresa facile, era cosi’ entusiasta di questa folgorante avventura che faticavo a stare dietro a quella moltitudine di parole. La cosa che da subito ha fortificato la nostra amicizia e’ il reciproco percorso della sofferenza e della malattia che entrambi abbiamo dovuto far fronte, io per certi versi sono stato piu’ fortunato di lui, ne sono uscito quasi indenne…Pietro purtroppo dopo varie complicanze durante un’operazione ha subito le conseguenze di un ictus debilitante che le ha sottrato l’uso dell’arto superiore ed inferiore del lato destro. E non c’e’ giorno in cui Pietro, quando passa a farmi visita, si confida con me rendendomi complice delle sue aspirazioni, dei suoi sogni, dei tanti ricordi di quando, come tanti altri giovani, pensava di cavalcare il mondo intero, della sua sofferenza che a giorni gli stringe il cuore nel vedersi in quella limitata condizione fisica che a giorni non riesce piu’ ad accettare. In quelle occasioni cerco disperatamente di trovare le parole giuste per cercare in qualche modo di restituirgli un po’ di serenita’ e pace interiore. Poi come d’un tratto,dopo una breve ma inesorabile pausa, mi fissa negli occhi e mi chiede…Arnaldo ma tu pensi che possa succedere anche a me una cosa simile? Io rimango spiazzato per un attimo, prendo tempo e farfuglio qualcosa… lui scruta intensamente il mio sguardo e mi richiede con gli occhi lucidi….tu pensi che se prego con tutta la mia anima possa guarire? Pietro…se avessi dato voce alla mia anima in quel momento, avrei voluto urlarti con tutte le mie forze un SI, questo era quello che ho dovuto strozzare sino in fondo nel tono un po’ dimesso della mia voce, ho avuto paura, una fottuta paura di dirti qualcosa che avrebbe potuto farti in qualche modo del male, scusami Pietro, forse ti ho deluso profondamente ma non me la sono sentita di di darti false illusioni, la vita con te e’ stata gia’ abbastanza ingrata…in quell’istante i nostri occhi si sono incontrati, il tempo materiale per dirti…penso che avere speranza e fede in Dio possa solo aiutare nella sofferenza, ed io questa lezione la conosco bene, l’ho vissuta nel limbo di giorni interminabili in cui mi chiedevo se mai fossi riuscito a superare quel terribile momento che mi ha segnato per sempre la vita…! Vorrei solo dirti di non mollare mai, la speranza alimenta la vita, gli dona forza e insperate tonalita’ di colore…forza Pietro, comunque vada io faccio il tifo per te..!

https://www.youtube.com/watch?v=itOvwlcvQwc



One Response to “LA FEDE IN DIO”

  1.   Antonella Says:

    Carissimo Arnaldo, credo che le persone che credono nel soprannaturale siano fortunate…in certe situazioni ci si aggrappa a tutto ciò che ci aiuta a sperare nell’ignoto!