Archivio della categoria “Argomenti vari”

Carlo si era svegliato di prima mattina quasi infastidito da quel silenzio inconsueto,abitava da quasi un anno in quell’appartamento al centro della città,ci aveva messo del tempo per abituarsi a tutto quel caos ed ora non era più avvezzo a sensazioni così intense di pace e di serafica tranquillità .Ma stranamente tutto taceva,il televisore del vicino si era ammutolito e il rollio del monopattino del bambino del piano di sopra si era incredibilmente ovattato. Si alzò frettolosamente dal letto per capire meglio cosa stesse succedendo,giusto il tempo per dare un’occhiata e percepire il perchè di così tanto silenzio…i suoi occhi iniziarono a scrutare una serie ininterrotta di tapparelle abbassate,di stenditoi vuoti,non rimaneva che scrutare quell’azzurro infinito del cielo magari adagiato sulla sua amata poltrona. Era il 15 agosto e Carlo capì al volo che quella calma sarebbe durata ben poco,trascorso il Ferragosto la gente sarebbe rientrata in città e tutto sarebbe tornato esattamente come prima. L’idea era stata spontanea e illuminante,decise di godere intensamente quella pace, quella tranquillità che inizialmente lo aveva quasi intimorito ma che ora lo sollazzava beatamente. Uscì sul balcone,emise un lungo sospiro e godendosi quella tranquillità irreale provò il desiderio profondo di abbinare a quel piacere interiore di pace, le note musicali di un brano accattivante,si ritrovò fra le mani un vecchio 33 giri,accese il suo vecchio giradischi e nell’aria iniziò a diffondersi come per incanto quella sequenza di note musicali che ben conosceva. Era un brano di ESTEBAN MORGADO che aveva conquistato il cuore del buon Carlo sin dal primo ascolto,le sue note sinuose gli erano arrivate dritte al cuore ed ora le sue emozioni, attraverso il volume delle sue casse acustiche, si diffondevano senza alcun pudore, per lo spazio silenzioso dei condomini, sui parcheggi deserti, balzando armoniosamente sugli alberi spelacchiati del viale sonnolento.
Carlo Bagella,volto pulito sorretto da due curati baffetti alla sparviero,lineamenti regolari abbinati a due fossette che accentuavano la sua marcata mascella,uno sguardo, a tratti malinconico ed assente, che traspare dalla luce tenue dei suoi profondi occhi neri. Aveva vissuto una gioventu’ per certi versi spericolata ed ora dalla sua postazione di single incallito, amava proiettarsi nel suo “Centro di Gravità Permanente”,come avrebbe detto il buon Battiato.Alla soglia dei suoi 45 anni aveva percepito che la vita và respirata intensamente giorno dopo giorno,a volte non e’ così facile come qualcuno potrebbe pensare, ma lui era convinto che solo apprezzando l’aroma intenso di ogni minimo frammento di vita, si potessero trovare quelle risposte accuratamente conservate in qualche angolo ombroso della sua anima. Un motivo in 2) più per chiudere gli occhi sotto l’onda emozionale delle note intriganti di quel passionale “Tango dell’ultimo amor” e lasciarsi andare…e quasi per incanto la sua mente cominciò a planare nel ricordo ancora vivo di quella serata magica,nelle sensazioni struggenti che lo legavano a doppio filo al quel brano senza tempo col quale aveva stretto fra le braccia quella misteriosa donna rossa. Aveva ballato con lei una Milonga intensa, senza scambiare una sola parola, affidandosi da buon tanguero solo al linguaggio del corpo,ma mai prima di allora aveva provato così tanto rammarico nel non avere avuto il coraggio di chiederle almeno il nome. Quell’ebbrezza sublimale di immagini piacevoli fu’ interrotta bruscamente dal suono stridulo di quell’inopportuno campanello, si guardò intorno quasi contrariato, chi poteva essere capace, di primo mattino, di interrompere quella creativa fantasia di quel solitario mattino di ferragosto? Mille domande si rincorrevano nella sua mente ma solo quando si affrettò a rispondere al citofono capì al volo la situazione. La sua anziana dirimpettaia,la signora Tilocca, con la quale scambiava a malapena qualche parola, le chiedeva con ansia se avesse sentito dei rumori sospetti che provenivano dal piano superiore. L’anziana donna era pallida, quasi spaventata e Carlo cercò in ogni modo di liquidarla in tempi brevi tranquillizzandola, ma quella pestifera donna non voleva sentire ragioni,a questo punto gli rimase una sola via di fuga – non si preoccupi signora, sarà stato il volume troppo alto del mio stereo che le ha fatto credere di sentire strani rumori. Salutò la signora senza darle il tempo materiale di replicare e chiuse all’istante la porta lasciandosi fuori quella invadente presenza per ripercorrere la corsia preferenziale dei suoi pensieri, per niente avrebbe rinunciato all’unica motivazione per cui aveva deciso di rimanere solo fra le sue quattro mura domestiche,la ricerca di un’ angolo di serenità. Si avvicinò al suo impianto hifi, alzò il volume dello stereo, si distese sulla sua fedele poltrona in pelle e cercò disperatamente il filo dei suoi ricordi,pensando compiaciuto – ci son delle volte in cui un po’ di sano egoismo può salvarti la vita, ha proprio ragione il mio fidato amico Lorenzo.

https://www.youtube.com/watch?v=sswGbMW3PWs

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Avrei voluto tanto miscelare sapientemente il mio sguardo col tuo con la stessa amorevole cura con cui si crea la magia della cioccolata, convinto come sono da sempre, che dietro ad uno sguardo intenso ci sia nascosta l’anima della persona, ma tu ancora una volta fai di tutto per non incontrare i miei occhi, quasi volessi evitarmi con qualunque mezzo.. quanto ti costi questo gesto lo sa’ solo Iddio…c’e’ del sacrificio in quella innaturale rinuncia, un grido d’aiuto pacato,silenzioso quasi senza voce che pian pianino prende forma sino a diventare un disperato grido d’aiuto. E’ incredibile tavolta come si possa essere circondati da una marea di persone e sentirsi nello stesso istante maledettamente soli… e lo percepisci nel preciso momento in cui tutto quello che ti circonda ti sfiora appena senza alcun coinvolgimento,senza emozioni come se tutto quello che deve ancora succedere sia scritto nello stesso usurato copione di sempre.Spesso si ha solo paura di urlare al mondo intero quello che aleggia nel nostro cuore,troppo complicato dover dare delle spiegazioni che abbiano la parvenza di una scelta razionale,ho capito gia’ da tempo che esistono degli stati d’animo che non sentono il dovere di doversi manifestare pubblicamente al mondo intero per dare sfoggio delle motivazioni socialmente evolute che lo hanno determinato.Ma a giorni e’ tutto cosi’ difficile e sin quando dovro’ vergognarmi se durante un film che ha saputo coinvolgermi emozionalmente,mi scenderanno delle spaurite lacrime dal viso,non saro’ pronto per affrontare il mondo in tutte le sue sfaccettature,devo diventare ancora grande,grande per davvero…anche se a giorni immergersi nelle vesti di quel ragazzo che non esiste piu’ e’ ossigeno allo stato puro,vera linfa vitale al pari di un raggio di sole in una giornata uggiosa

https://www.youtube.com/watch?v=sswGbMW3PWs

A

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Una giornata anomala oggi, il calendario indica la data del 13 marzo 2016 ma a dir la verita’ il clima e le continue variazioni meteorologiche fanno di tutto per confondermi le idee, ancora incredulo come sono, nel respirare a pieni polmoni in questo instabile inverno, una incredibile soleggiata domenica dopo tante giornate fredde e ventose. Un motivo in piu’ per raccogliere le idee e rifugiarmi in un’angolo tutto mio, una piccola oasi ideale per poter sfornare dal mio animo qualche pensiero profondo. Non posso negare a me stesso e tanto meno a te, mio fidato amico virtuale, che piu’ di una volta ho il coraggio spudorato di riempire ogni minuto della mia giornata con l’obbiettivo inconscio di non concedermi neanche il tempo materiale per prendere una piu’ dettagliata visione della mia vita.Mi rendo perfettamente conto che e’ solo uno sporco alibi quello di non avere piu’ tempo neanche per me, ben conscio che il tempo siamo noi a gestirlo e il piu’ delle volte l’attesa gioca contro, certo se solo avessi l’opportunita’ di scambiare qualche volta di piu’ una parola con te.. sai bene quanta mi piaccia intrattenermi con te,intrecciare i miei pensieri ai tuoi in uno smanioso confrontarsi che mi aiuti a dare una risposta alle incognite della mia vita…ma quanto e’ difficile venire a capo delle situazioni, quante energie spese alla continua ricerca del cosa fare, del come comportarsi di fronte ad una scelta di vita che ci ha colti impreparati. Forse la verita’ e’ che siamo eternamente preoccupati di valorizzare scelte che seguano il consenso delle persone che ci circondano, e tavolta dimentichiamo o facciamo di tutto per ignorare i desideri interiori del nostro cuore..non sempre le due cose vanno di pari passo, non sempre si riesce a convolare a nozze in modo armonico i propri pensieri, il piu’ delle volte rimaniamo inermi spettatori di due corsie parallele che neanche hanno la possibilita’ di sfiorarsi. E’ innegabile che bisogna essere forti e coraggiosi per fare delle scelte di vita determinanti,ma la cosa fondamentale e’ sentirsi liberi dalla pressante egemonia delle convenzioni sociali, tavolta cosi’ invasive da condizionare il nostro concetto di liberta’.

https://www.youtube.com/watch?v=rF2BK9EuJso

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A giorni fatico persino a dirlo,ma poi la rabbia prende il sopravvento e da’ vigore alla mia voce,tanta di quella forza da spingermi ad urlare a pieni polmoni,quasi a squarciagola….ora basta.. ma che sta capitando nel mondo del lavoro,in quest’Italia sempre piu’ in mano ad imprenditori senza scrupoli,capaci solo di valorizzare il proprio rendiconto sopra ogni altra cosa, a qualunque costo,senza alcuna remora morale?Che sia un momento difficile lo si sapeva gia’ da tempo..e’ dal 2010 che attendiamo questa rinascita economica,il fatidico anno della svolta era arrivato quasi in punta di piedi senza portare alcuna nuova opportunita’ nel contesto lavorativo dei tanti italiani che ancora oggi,seppur sempre piu’ a fatica,attendono con ansia una qualche variazione,un segnale di ripresa che sarebbe dovuto venire a chiare lettere da uno stato vigile e dall’economia di un paese sempre piu’ allo sbando.Ogni tanto si affaccia il politico di turno per renderci noti gli ultimi numeri positivi di una ricrescita economica che non va’ al di la dell’audio del nostro tv..e le persone son sempre piu’ stanche,demotivate,sempre piu’ provate dalle ristrettezze economiche che sembrano ormai condividere la pesante quotidianita’ di una vita arida,e’sempre meno facile sorridere all’essenza della vita quando non si e’ piu’ in grado di sostentare materialmente,in modo dignitoso, la propria famiglia.A questo punto non ti resta che immergerti a capofitto nei siti di offerte lavoro alla ricerca disperata di qualche opportunuta’…e solo allora dopo innumerevoli inutili tentativi capisci sulla tua pelle che ti trovi a dover interaggire con eleganti manager dalla pelliccia da lupo e dal folto pelo nello stomaco che ti impongono lavori in nero o nel migliore dei casi, in chiaro oscuro, offrendoti compensi minimali dettati dalla difficile situazione economica del paese.Inizio a capire che qualcuno su queste difficolta’sta edificando il suo business…d’altronde quando non si e’ piu’ tutelati dalla legge e non si hanno piu’ argomentazioni a tuo favore, si deve forzatamente scendere a compromessi.Terreno fertile la disperazione delle persone,un vantaggio assicurato verso chi per paura di perdere anche il poco che possiede, continua ad abbassare la testa rendendo fattibili i grandi progetti imprenditoriali di uomini che sanno trarre vantaggio dalle difficolta’ della povera gente…ci son giorni in cui mi vergogno di tutto questo….ed oggi e’ uno di questi.

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E ancora una volta non ho saputo resistere, avrei tanto voluto fare qualcosa di determinante che potesse realmente cambiare l’ordine sparso dei miei futuri eventi, quella miriade di progetti di vita ancora in fase di ultimazione, ma la mia flebile resistenza si e’ limitata soltanto a quell’estenuante abbandono senza fine fra le sue possenti braccia, magari solo il tempo materiale per ritrovare il ceppo originario delle mie emozioni. Piu’ di una volta ho creduto sino in fondo che la dimensione del tempo che scorre col passar degli anni sia ancora oggi l’unico fluido magico capace di allentare le pressioni di una vita, tavolta ben lontana dai piu’ reconditi desideri che animano il mio cuore. Ma lo scorrere implacabile dello spazio temporale e’ un qualcosa che ci appartiene in modo viscerale, e’ il filo conduttore della cosa piu’ preziosa che possediamo…la nostra Vita…quella stessa vita scandita da sempre da rigorosi tempi che il piu’ delle volte non sentiamo nostri, in realta’non ci sono mai appartenuti, eppure con una apparente ingannevole sicurezza, ostentiamo scelte e decisioni il piu’ delle volte molto sofferte, nate inevitabilmente da situazioni a senso unico, quelle in cui non si ha neanche il tempo di guardarsi intorno per urlare al mondo intero quello che desideriamo da sempre ..quante volte ho fatto buon viso a cattivo gioco mentre nel profondo della mia anima avvertivo nette sensazioni prima di dolore e subito dopo di rabbia. Poi il tempo passa,come tutto d’altronde e ti ritrovi ad un’eta’ da mediano a valorizzare tutto cio’ che e’ riuscito a soppravivere alla forza centrifuga che si sprigiona ogni qual volta ci si illude di essere realmente liberi come l’aria…ma e’ solo una aleatoria sensazione, breve ed intensa al pari di un fulmineo lampo in un cielo minaccioso e scuro. Ma il tempo e’ realmente capace di sanare ferite che ci hanno solcato violentemente il nostro cuore ? E’ in grado di portare sollievo nelle malattie dell’anima ? Vorrei tanto rispondere a queste domande ma ho paura di non avere piu’ risposte, troppe volte ho dovuto ancora una volta inventarmi di sana pianta la mia vita…e altretante volte ho avuto la netta sensazione che certe ferite permangono dentro vita natural durante… nella vita non si finisce mai di imparare, forse e’ per lo stesso motivo che vorrei provare a vivere ogni istante della mia vita come se fosse l’ultimo, cercando di poter cogliere il meglio da ogni persona che mi circonda…buoni propositi a tutti voi nella speranza che sappiate cogliere la vera, unica essenza della vita…!
ed il buon Davide Sgorlon ci invita al suo concetto melodico del tempo inesorabile che scorre….buon ascolto.

https://www.youtube.com/watch?v=huQaxZ_cSqs

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E’ gia’ passato un anno da quando per la prima volta ho preso contatto col Tango Argentino, iscrivendomi alla scuola diretta dai maestri Juan e Natalia “Por Siempre Tango” e da subito ho percepito una marcata sensazione di diversita’ col variegato mondo dei balli latino-americani con i quali avevo intrapreso un viaggio di conoscenza in eta’ giovanile. E non sbagliavo nel valorizzare quella sensazione che dona a questa danza una percezione intensa dei sensi dell’anima, non nego che inizialmente essere catapultati in melodie degli anni 40 e 50 e’ stato tutto tranne che semplice, a giorni mi son sentito persino fuori luogo…ma la curiosita’ di confrontarmi con un mondo a me totalmente sconosciuto ha da subito avuto la meglio, non so’ come spiegarmi.. ma la fiammella del mio interesse e’ sempre stata alimentata dalle parole del mio insegnante che tavolta ha dovuto inoltrarsi nella storia del suo paese per spiegare certi concetti che per noi Europei il piu’ delle volte sono un po’ lontani dalla nostra cultura.. ma nell’ascoltare tutto il mondo che si celava dietro a quei passi, a quello strano incedere di quelle coppie che a momenti sembrano una ed una sola cosa, ho iniziato a subire inesorabilmente il suo intrigante fascino. Ho letto da qualche parte che il Tango non e’ quasi mai una scelta casuale,si inizia a coltivarlo quando nel proprio intimo si sente il bisogno di qualcosa…forse e’ per questo che l’anima e’ da sempre parte integrante di questo ballo di coppia. Una delle cose fondamentali di questa danza e’ la Marca, il codice universale con cui si riesce a dialogare con la propria partner senza proferire una sola parola, al di sopra di qualunque vincolo dettato dalla diversa lingua o cultura…e questo si puo’ concretizzare solo attraverso una serie di regole che alimentano l’attenzione a percepire col corpo. l’armonia che si sprigiona dall’anima, ogni qual volta un ballerino ed una ballerina riescono ad impregnarsi dell’essenza viscerale del Tango Argentino. E la cosa piu’ sorprendente e’ che questo dialogo, pur non perdendo le sue origini, e’ in continua evoluzione, mai domo della sua storia, mai scontato, questo da’ la possibilita’ ad ognuno di noi di imprimere al suo volteggiare con la ballerina, le proprie iniziali, le sue caratteristiche,le sue debolezze, quasi che attraverso la danza volessimo raccontare ogni segreto piu’ recondito della nostra anima alla nostra ballerina, mettendo a nudo, senza emettere una sola parola, il nostro universo interiore. Ecco perche’per ballare il Tango non basta semplicemente sapere muovere i piedi senza possibilmente calpestare quelli della persona con cui siamo abbracciati al ritmo della musica, come non basta solo avere requisiti tecnici di ballo…per ballare il Tango Argentino e’ indispensabile avere un cuore che batte e la volonta’ di dialogare, di ascoltare, di riuscire a conversare intimamente solo attraverso il linguaggio del corpo, come se le due anime potessero plasmarsi cercando di far pulsare i battiti del cuore in armonia.. questo e’ quello che rende speciale una coppia che balla il Tango Argentino.

https://www.youtube.com/watch?v=VEr6jYvMXic

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E mi parlavi con la stessa frenesia che ha un bimbo nello scartare il suo dolcetto preferito, l’entusiasmo era alle stelle e i tuoi occhi,seppur osservassi un film senza sonoro, parlavano da soli ed erano piu’ luminosi del solito, forti di una luce intensa che non avevo mai visto sul tuo volto. Lui e’ il mio amico Pietro, al rientro dalla sua gita a Roma, un viaggio che per tutta una serie di coincidenze fortuite, ha coronato il suo sogno di cattolico fervente,quello di stringere le mani e poter scambiare qualche parola di fede e di speranza con Papa Francesco. Io lo ascoltavo con l’attenzione di sempre, anche se onestamente devo dire che non era un’impresa facile, era cosi’ entusiasta di questa folgorante avventura che faticavo a stare dietro a quella moltitudine di parole. La cosa che da subito ha fortificato la nostra amicizia e’ il reciproco percorso della sofferenza e della malattia che entrambi abbiamo dovuto far fronte, io per certi versi sono stato piu’ fortunato di lui, ne sono uscito quasi indenne…Pietro purtroppo dopo varie complicanze durante un’operazione ha subito le conseguenze di un ictus debilitante che le ha sottrato l’uso dell’arto superiore ed inferiore del lato destro. E non c’e’ giorno in cui Pietro, quando passa a farmi visita, si confida con me rendendomi complice delle sue aspirazioni, dei suoi sogni, dei tanti ricordi di quando, come tanti altri giovani, pensava di cavalcare il mondo intero, della sua sofferenza che a giorni gli stringe il cuore nel vedersi in quella limitata condizione fisica che a giorni non riesce piu’ ad accettare. In quelle occasioni cerco disperatamente di trovare le parole giuste per cercare in qualche modo di restituirgli un po’ di serenita’ e pace interiore. Poi come d’un tratto,dopo una breve ma inesorabile pausa, mi fissa negli occhi e mi chiede…Arnaldo ma tu pensi che possa succedere anche a me una cosa simile? Io rimango spiazzato per un attimo, prendo tempo e farfuglio qualcosa… lui scruta intensamente il mio sguardo e mi richiede con gli occhi lucidi….tu pensi che se prego con tutta la mia anima possa guarire? Pietro…se avessi dato voce alla mia anima in quel momento, avrei voluto urlarti con tutte le mie forze un SI, questo era quello che ho dovuto strozzare sino in fondo nel tono un po’ dimesso della mia voce, ho avuto paura, una fottuta paura di dirti qualcosa che avrebbe potuto farti in qualche modo del male, scusami Pietro, forse ti ho deluso profondamente ma non me la sono sentita di di darti false illusioni, la vita con te e’ stata gia’ abbastanza ingrata…in quell’istante i nostri occhi si sono incontrati, il tempo materiale per dirti…penso che avere speranza e fede in Dio possa solo aiutare nella sofferenza, ed io questa lezione la conosco bene, l’ho vissuta nel limbo di giorni interminabili in cui mi chiedevo se mai fossi riuscito a superare quel terribile momento che mi ha segnato per sempre la vita…! Vorrei solo dirti di non mollare mai, la speranza alimenta la vita, gli dona forza e insperate tonalita’ di colore…forza Pietro, comunque vada io faccio il tifo per te..!

https://www.youtube.com/watch?v=itOvwlcvQwc

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Ho un figlio di 13 anni,Marco un ragazzino vivace e curioso, un’eta’ un po’ difficoltosa,irta di cambiamenti radicali alla ricerca della sua identita’ di futuro adulto,quella complessa fase adolescenziale dove i ragazzi smettono persino di porre domande agli adulti sui quesiti che ruotano intorno alla quotidianita’,convinti come sono di essere gia’ grandi,di essere in grado di dare delle risposte a tutto quello che li circonda. Ma oggi di fronte ad una sua domanda mi son trovato in serie difficolta’ nel tentare di fornire delle spiegazioni razionali che potessero in qualche modo seguire uno straccio di filo logico… del perche’ nella rinomata Universita’ Italiana della Sapienza di Roma, il magnifico Rettore ha pensato fosse educativo e costruttivo far salire in cattedra il capitano Francesco Schettino, noto alle cronache di tutto il mondo per essere stato il comandante della nave da crociera Costa Concordia, lo stesso alto ufficiale che aveva abbandonato la nave, lasciando centinaia di passeggeri che affollavano la nave, senza alcuna coordinazione logistica capace di contenere l’alto numero delle persone (ben 32 morti) che hanno perso la vita, subito dopo quel maledetto urto contro le rocce,causato da un gesto guascone di spavalderia marinaresca. Perche’ se e’ vero che i nostri giovani vivono intensamente questo momento di decadimento morale e materiale, privi di principi fondamentali,di valori che hanno da sempre accompagnato la nostra adolescenza, mi chiedo cosa possano trarre dagli insegnamenti di un uomo che e’ salito alle cronache solo ed unicamente per la sua totale imperizia tecnica nel fronteggiare,in qualita’ di piu’ alto in grado,la stuazione d’emergenza che si e’ creata sulla sua nave. Mi scusera’ il Magnifico Rettore per la mia curiosita’,ma sarei tentato a chiederle con quale criterio si e’ arrivati a poter pensare di inserire una lezione sulla gestione del panico dall’ultima persona in grado di dare qualsiasi nozione in merito. Mi vergogno come Italiano e chiedo scusa in prima persona a tutti i parenti delle vittime di quella maledetta crociera che ha segnato la vita di tante famiglie coinvolte nel disastro…ho sperato sino alla fine che la notizia fosse una delle tante bufale che circolano su internet…ma evidentemente alla veneranda eta’ di 53 anni ho capito ben poco della vita…ed ora cosa spieghero’ a mio figlio, cosa potro’ inventarmi per non sottrarle la fiducia e la fede nella giustizia del proprio paese…sono sgomento,non avrei pensato mai e poi mai che una cosa del genere potesse capitare in Italia,in una delle nostre piu’ illustri universita’,serbatoio culturale di giovani vite…il nostro futuro e’ nelle loro mani…ma se il piu’ alto grado di istruzione non e’ in grado di creare incentivi e mete culturali per i nostri ragazzi…ho paura che sia veramente la fine.. forse qualcosa abbiamo sbagliato…!

https://www.youtube.com/watch?v=IRGHzke3qxo

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E il filo dei miei pensieri a giorni libra nell’aria alla ricerca di cose positive, di sensazioni piacevoli in grado di donarmi stimoli positivi per affrontare la pesante quotidianita’ della vita. Ho paura che sia piu’ importante di quanto si possa credere far muovere energicamente i propri neuroni per concedersi l’opportunita’ di coltivare intensamente qualche speranza, qualche sogno che possa farci sentire maledettamente vivi, oggi piu’ che mai. Niente e’ piu’ intrigante che respirare intensamente l’aria che ti circonda, assaporandone attimo dopo attimo, il fragore sommesso dei desideri che serbi costantemente nelle viscere dei tuoi sogni piu’ reconditi. D’altronde che vita sarebbe se non ci concedessimo qualche pausa da una vita frenetica colma di mille pensieri che a giorni tengono in ostaggio la nostra mente, sarebbe un po’ come vivere la comune realta’ con l’aiuto dello specifico antidoto in grado di preservare l’elixir senza tempo di una longeva vita, senza nessun punto di riferimento tutto sarebbe ancor piu’ difficile di quanto lo sia gia’ nella comune realta’….! https://www.youtube.com/watch?v=Bfn5nzBdJwQ

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Per dare una pur vaga definizione di un’esistenza umana tavolta ci vuole una vita intera,in altre occasioni basta solo un attimo, il lampo di genio che fortifica il coraggio di vedere la stessa medesima situazione sotto un punto di vista opposto e contrario…La vita puo’ essere tutto o niente, ma lungi da me pensare che possa essere scontata, per il semplice motivo che nel preciso istante in cui pensi che la tua vita sia a senso unico, ti ritrovi nei guai per non aver saputo neanche prendere in considerazione “le varianti“quelle situazioni capaci di ribaltare un risultato gia’ acquisito ed archiviato nella nostra mente. L’ho capito finalmente sai… e’ stata dura e a dir la verita’ mi e’ costato un tantino di amor proprio ma alla fine son riuscito a rendere mia questa nuova prospettiva di vita, forse sospinto dalla marea delle volte in cui ho sbagliato, non certo perche’ sia particolarmente intelligente, ma senza alcun dubbio per le innumerevoli volte in cui il film proiettato nella mia mente non era proprio in linea col risultato finale della mia vita. Insomma diventare grandi almeno in questa sfera puo’ tornare utile, quando si deve affrontare una nuova sfida l’esperienza e’ l’unica cosa che puo’ realmente fare la differenza, avere la possibilita’ di riflettere con la mente lucida puo’ aiutare a valorizzare il modo migliore per affrontare la problematica di turno…ma a volte quanto e’ difficile non farsi trascinare nel tunnel nero dell’ansia, da quello stadio mentale che a volte ti proibisce persino di comporre pensieri. E per lo stesso motivo che vorrei fortemente demotivare quella categoria a se’ stante di chi pensa di appartenere alla categoria dei furbi, la visione che talmente regalo alle persone con cui relaziono nuovi rapporti sociali e’ il piu’ delle volte scanzonata e questo autorizza qualcuno a prendersi gioco di me, commettendo un grosso errore. Come amo dire i miei due neuroni amo sfruttarli al meglio e quando sono in guardia,credimi e’ difficile disattivare il mio livello di guardia….per cui sono spettatore in prima fila delle meschinita’ di certe persone, che pensano di volare alto al pari delle aquile…ma credetemi la loro e’ solo una sensazione seppur vaga creata dall’emozione di poterlo solo pensare.

https://www.youtube.com/watch?v=mLKQNFgmoxM

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Mi e’ rimasta impressa negli occhi quella luce di tenerezza, quella richiesta supplichevole di aiuto che continuavi a lanciarmi…perdere l’uso della parola e’ semplicemente traumatico, tanto piu’ se a perderla e’ una persona anziana che gia’ farebbe fatica nella normalita’ a scambiare con te poche parole. Io ti guardo attento come non mai per cogliere con attenzione tutte le sfumature che riesco a percepire, ma quanto e’ difficile capirti, quanto e’ difficile per me cercare di trovare le parole giuste che sappiano donarti almeno un minimo di tranquillita’, un tantino di serenita’ in un momento cosi’ difficile della tua esistenza. Ti prendo la mano e la tengo stretta a me, avvicinandola al mio cuore, parlera’ lui per me, sara’ capace di farti capire quanto tenga a te, continuo ad accarezzarti dolcemente, so’ che questo e’ l’unico linguaggio che tu capirai comunque…vorrei farti scrivere, ma sei troppo stanca ed agitata e la penna non riesce a seguire il percorso dei tuoi molteplici pensieri, ma io ti voglio bene da sempre e sono qui al tuo fianco. Dopo una vita travagliata, in cui le difficolta’ e le preoccupazioni sono da sempre state una costante della tua vita, avrei tanto voluto vederti piu’ serena, ma il destino tavolta e’ ingrato, non prende nota delle asperita’ di vita passata..e continuo a fissarti negli occhi e a chiedermi se esiste un perche’ delle cose, se in qualche modo esiste una motivazione razionale che possa aiutarmi a capire sino in fondo le scelte obbligate della vita. E per me credimi,e’ meno facile di quello che tu possa pensare…io conosco perfettamente quella sensazione indescrivibile di avere un buco in gola, so’ bene la sensazione terribile che si sente e il vedere te in questa situazione mi riporta indietro a giorni passati, ma che rivivo come un incubo in tante notti insonni. Non ho mai dimenticato il gelo del silenzio di quei giorni in cui non potevo parlare, quando persino chiedere un bicchiere d’acqua poteva diventare un problema. Ora chiudi gli occhi e riposa, abbandonati all’oblio, sei stanca come non mai, prometto di non lasciarti le mani sino a quando dolcemente riposerai come una bimba….dormi serena zia Lavinia,non sei sola, non lo sei mai statabuona notte…!

https://www.youtube.com/watch?v=M3iJkS9vX7o

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E non c’e’ volta in cui, quando passo in Corso Vico, in quella strategica ora di mezza mattinata, i miei occhi si soffermano a scrutare quella lunga interminabile fila, che sembra sospesa in aria, quasi non avesse piu’ fine. I visi delle tante persone in attesa son stanchi,quasi tirati, gesti che ormai sanno di marcata quotidianita’,quasi un rito per le tante persone che cercano disperatamente un pasto caldo, in tempi sempre piu’ difficili. Volti scavati,occhi sperduti, figure trasandate che trasmettono un disinteresse al vero senso della vita, eppure nei loro occhi denoto un filo di speranza, una riserva di dignita’ indispensabile per poter continuare coraggiosamente a lottare contro una vita non sempre facile. Mi son chiesto piu’ di una volta come potrebbero sopravvivere tutte queste persone senza queste Associazioni di volontariato che con grande impegno ed umanita’ rendono meno difficile la vita alle tante persone meno fortunate….e nessuno si senta in grado di emettere un verdetto, non sempre si e’ padroni del proprio destino, tavolta basta poco per ritrovarsi nel baratro della disperazione, non sempre la vita e’ scontatamente fluida ed io non me la sento di dover giudicare niente e nessuno. Ci son delle volte che anche un piccolo gesto di solidarieta’ puo’ fare la differenza, persino l’invito di buon caffe’ caldo puo’ allietare il rodaggio di una giornata negativa. E se pensate che io ami predicare senza poi mettere in pratica i miei principi di vita, ho la netta sensazione che siate fuori strada, ma non sara’ la mia voce a farvi cambiare idea ma il sorriso del mio amico Babul quando mangiamo insieme un gelato con lo stesso entusiasmo dei ragazzi o la luce negli occhi della ragazza a cui sovente amo invitare un buon caffe’ macchiato allietato dal fiore che il mio amico barman Fabio ama decorargli. Ognuno e’ libero di seguire il percorso di vita che meglio preferisce, ma io son convinto che se ognuno di noi si sforzasse di fare un piccolo gesto umanitario,forse qualcosa si potrebbe modificare semplicemente perche’ niente e’ piu’ devastante della indifferenza collettiva, non si puo’ continuare a non vedere il mondo circostante, non si puo’ continuare ad andare al market e al momento di pagare alla cassa, gli immancabili gamberoni surgelati, esclusivamente di taglia L1, continuare a blatterare del momento difficile in cui l’Italia sta vivendo. Apriamo gli occhi e se non e’ troppo tardi,apriamo anche il nostro cuore…non puo’ che farci bene, non puo’ che gratificare la nostra anima…c’e’ sempre una prima volta per iniziare a cambiare la nostra vita e quella delle persone che ci circondano…….buoni propositi a tutti voi…!

http://www.bing.com/videos/search?q=you+tube+mombasa+tommy+emanuel&FORM=HDRSC3#view=detail&mid=3B3A477D8269468BFD1D3B3A477D8269468BFD1D

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In tempi di scontata normalita’ i nostri ragazzi, sono alla perenne ricerca di emozioni forti,la parola d’ordine e’ sempre la stessa…trovare a qualunque costo una qualsiasi forma ricreativa che possa portare ad alta quota l’adrenalina. E per non compromettere l’uso e la quantita’ della propria creativita’, si va’ a prendere spunto dai fatti di cronaca della delinquenza minorile U.S.A. e si cerca di imitare mode dilaganti che con la nostra cultura hanno ben poco da spartire. Il gioco in questione si chiama KNOCKOUT GAME e richiede una certa dose di sangue freddo,si sceglie a caso la potenziale vittima,le si avvicina magari con una banale scusa di richiesta di informazioni sulla via tal dei tali e all’improvviso, possibilmente in due, giusto per non farsi mancare neanche il brivido dell’equita’, ci si scaglia sulla persona predestinata tirandole un destro da ko in grado di stendere la vittima completamente inerme…il tutto naturalmente girato con la telecamera di turno o con l’ultimo cellulare tecnologico da un terzo amico che ha l’incarico di filmare questa bravata, questo gesto di una violenza cosi’ gratuita sino ad oggi a noi sconosciuta. Non ci son regole, non ci sono consuetudini, tutto gravita intorno alla massima casualita’, chiunque puo’ diventare nell’arco di pochi attimi una ignara vittima, tutti possono essere a rischio, tanto piu’ se la persona e’ magari un po’ anziana, cosi’ il lavoro e’ agevolato e i rischi di una buona riuscita diminuiscono. L’unica domanda che sento affiorare dal mio cuore e’…ma ai giovani di questa generazione che sta capitando? Forse la mia generazione di genitori e’ stata cosi’ superficiale da non riuscire a trasmettere il benche ‘ minimo senso della vita? Sai non pensare che io possa avere manie da acceso moralista ma avendo un figlio minore sono spaventato, quasi in allerta per tutto questo fermento giovanile..tutti siamo stati giovani e c’e’ quella particolare eta’ in cui ci si sente dentro una fottuta necessita’ di confrontarsi, di avere certezze della propria forza, ma mai e poi mai ho aggredito qualcuno senza una motivazione ,per il solo gusto di entrare nel branco, per sentirmi accettato. Qualcuno prima o poi si fara’ del male, magari nella semplice caduta battera’ la testa allo spigolo del marciapiede…ma dobbiamo realmente aspettare una tragedia per poter capire a fondo che azioni di questo tipo non hanno alcun significato? Che la vita e’ preziosa per buttarla via senza alcuna ragione? Vorrei tanto che qualche ragazzo ci metta sopra gli occhi, che legga tutto d’un fiato questo articolo e si chieda se tutto questo ha senso….la palla a voi baldi giovani,buoni propositi a tutti.

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Ho sempre pensato che il modo migliore per poter godere intensamente di un buon caffe’ nero bollente, sia quello di berlo lentamente, assaporandone l’aroma ed il gusto, se poi si ha la fortuna di berlo insieme ad una persona speciale fissandola negli occhi si puo’ esaudire un velato desiderio,convinto come sono che lo scrutarsi intensamente negli occhi, sia ancora un modo ottimale per dialogare, in particolar modo quando il piacere e la sublimazione della complicita’ sono reciproci. E quasi per incanto ero li’ a centellinare l’aroma e la fragranza di quella tazzina ancora fumante,di quel caffe’ che avrei voluto fosse eterno, ti guardavo con attenzione cercando di respirare intensamente ogni piccolo istante…avevo letto da qualche parte che la felicita’ tavolta e’ pari ad un istante, ed io non volevo perdere neanche un attimo di quel sogno che pareva confondersi con la realta’. E il cuore mi batteva forte forte, avrei voluto fermare il tempo, avrei voluto sussurrare alla mia anima solo parole dolci, giusto il tempo necessario per rassicurarla…ma sapevo bene che era tempo perso, le mie emozioni non riconoscono altro codice se non il naturale percorso della mia sfera emotiva. Continuavo a fissarti mentre tu parlavi, ma credimi non riuscivo a capacitarmi di cosi’ tante parole, concentrato come ero a scrutarti con la stessa attenzione con la quale si ammira un quadro del Mirat. E alle parole nasce ben presto una irresistibile voglia di contatto, un frenetico cercarsi in quell’intreccio di mani, in quel sapiente coinvolgimento che solo i cinque sensi degli umani sanno esprimere al meglio…le mie dita ripercorrono il profilo del tuo volto quasi a sigillare un momento da serbare nel mio cuore…ho pensato per un’attimo di toccare con un dito la felicita’quando le tue labbra si sono avvicinate alle mie con estrema naturalezza,quasi fossero da sempre attaccate alle mie, quasi potesser esprimere in punta di piedi, il coinvolgimento di un sentimento cosi’ grande, capace tavolta di unire un uomo ad una donna per una vita intera. Ma il tempo non ha mai giocato dalla mia parte, un ultimo abbraccio intenso e poi sono scappato via..ho percorso un lungo ponte che mi allontanava sempre piu’ da te..solo un ultimo gesto in quel bacio volante prima che la tua immagine diventasse sempre piu’ lontana ai miei occhi…! Poi un momento di smarrimento, apro gli occhi e solo allora capisco di aver fatto un sogno, uno di quei sogni che aiutano a rendere la vita piu’ vicina ai nostri desideri e quel sapore che porto ancora sulle labbra, dolce e amaro allo stesso tempo, mi fa’ avvertire la sensazione piacevole della vita.. perche’ sin quando riusciro’ ad avere la forza di sognare…manterro’ intatta la mia gioia di vivere…preservare i nostri sogni e’ un gesto d’amore nei nostri confronti,impariamo a volerci bene…buoni propositi a tutti voi….!

la voce struggente di Amalia e Mario faranno il resto…buon ascolto….

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Mancavo da qualche giorno al nostro fatidico appuntamento scandito come sempre, dalla sensazione del tempo che mi scorre addosso in modo implacabile,magari non te ne sarai neanche accorto, ma ogni tanto la necessita’ di allontanarmi, di poter vagare nell’orbita dei miei pensieri, diventa pressante, che dire…mi aiuta a mettere a fuoco il mondo circostante, se c’e’ una cosa che detesto e’ sentirmi in qualche modo obbligato a compilare una serie di appunti che possano in qualche modo affascinarvi e farvi apprezzare la serata nel modo migliore…! Oggi e’ stata una giornata che potrei descrivere in mille modi…ma bastera’ prendervi per mano e cercare insieme a voi di fare tutta una serie di piccole grandi cose all’indice della serenita’ interiore., una di quelle giornate che sembra non abbiano mai fine, una di quelle in cui la mente entra in armonia col tuo corpo,come se la complicita’ fra me e voi fosse maturata con il solo scopo di compensare, seppur virtualmente, quel senso di vuoto che mi prende a giorni. Penso fondamentalmente che di tanto in tanto godere di un po’ di sano egoismo non puo’ che essere benefico per la nostra persona, qualcuno potrebbe pensare che sia solo un atto da titolato egocentrismo…ma credimi a giorni e’ sostanzialmente una questione di sopravvivenza…di pura sopravvivenza…! Domani e’ un altro giorno, anzi per essere precisi e’ il fatidico lunedi che materialmente apre una nuova settimana..chissa’ magari domani qualcosa cambiera’…chissa’…!

un duo d’eccezione quello di Ibrahim ferrer e Omara Portuondo…buon ascolto..!

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E’ sempre un’emozione poter parlare di te,mai niente di scontato,nei meandri del mio cuore ripercorro le scie dei miei ricordi, tutte quelle incontenibili avventure,perche’ solo cosi’ potrebbero essere definite quelle uscite al tuo fianco dove tutto era dettato dall’istinto, dalla casualita’, dal tuo modo del tutto personale di valorizzare il senso della vita le immagini si susseguono nella mia mente..perche’ tu eri semplicemente cosi’, semplicemente unico nel tuo genere. L’estro e la fantasia non ti sono mai mancati,ti hanno accompagnato in tutta la tua vita,forse eri un tantino fuori dagli schemi ma d’altronde tu sei sempre stato libero da vincoli, da schemi troppo ristrettivi, decisamente lo zio piu’ artistico, la pecora nera della famiglia.. ed ho paura che lo avesse capito anche nonna Wanda, quando esordisti da bambino buttandoti con l’ombrello aperto dal terrazzino del primo piano per cogliere l’ebbrezza del volo…se non ci fosse stato il telone di un vecchio camion che ha attutito la caduta, non avresti potuto raccontarlo come amavi fare nei dopo cena festosi…! E mille son state le tue strabilianti idee sempre fantastiche, sempre all’avanguardia, qualcuna decisamente geniale nella sua irrealizzabilita’, sempre proiettata al futuro, come una stella cadente in grado di illuminare per pochi secondi un cielo intero..ma forse questo anticipare sempre i tempi e’ sempre stato quello che mi ha da sempre affascinato di te. Oggi son venuto a farti visita, ero da poco piu’ di un mese che non ti vedevo, guardavo intensamente quello sguardo ormai stanco, quegli occhi che sino a qualche anno fa’ mi trasmettevano una smisurata voglia di vivere, cercavo in tutti i modi di attirare la tua attenzione e devo essere stato proprio bravo se son riuscito a strapparti un sorriso, e’ stato bello, seppur per un solo attimo, rivedere nei tuoi occhi lucidi quella luce di eterno peter pan…tieni duro zio Nenno, la vita va’ vissuta comunque cercando di strapparle di tanto in tanto qualche piccolo sorriso nel ricordo di emozioni giovanili mai dimenticate ..ora chiudi dolcemente gli occhi e riposa un po’…e grazie di tutto quello di cui hai saputo farmi dono e scusa per qualcosa che e’ sfuggito alla mia attenzione…ti voglio bene…il tuo nipote Arnaldo…!

la vita nonostante le avversita’ rimane la cosa piu’ bella del mondo..

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Ognuno di noi vorrebbe sentire sulla propria pelle, la sensazione mozzafiato della liberta’, una sensazione per certi versi intensa, inebriante come poche, capace di farti esprimere liberamente il tuo pensiero, dandoti la possibilita’ di poter esternare al mondo intero tutto quello che avresti voluto dire da sempre, come dire oggi mi alzo, mi metto addosso la prima cosa che mi salta in mente e vado a fare solo quello che mi piace..ma sappiamo entrambi che poi la cruda realta’ e’ ben altra cosa. A giorni mi guardo intorno e vedo i nostri ragazzi, la flangia piu’ ribelle e disinibita del mondo…loro si che si sentono liberi,fuori dagli schemi..poi li osservi con attenzione, con uno sguardo attento e distaccato allo stesso tempo e capisci che, quello strano abbigliamento, in cui e’ tassativo mettere in mostra il marchio degli slip in pantaloni di almeno due taglie eccedenti, quel particolare taglio spaziale che accomuna molti di loro, al primo sguardo sembra una evidente rottura dagli schemi classici,ma non e’ altro che l’equivalente della nostra giacca e cravatta, essenzialmente perche’ identifica il loro modo di essere, un vincolo che non lascia spazio alla creativita’,ma e’ il prezzo da pagare, per sentirsi parte integrante del branco. Ma allora essere libero cosa vuol dire in realta’? Vorrei tanto non rispondere a questa domanda perche’ e’ tutto tranne che facile tentare di dare una qualche risposta a questo difficile quesito,semplicemente perche’ intrappolati come siamo in questi stretti moduli sociali di perbenismo culturale e’ davvero impresa ardua. Il buon Gaber qualche anno fa’ cantava “la liberta’ non e’ salire sopra un albero” ma a giorni se potesse servire a qualcosa vorrei salirci su quell’albero ed urlare a squarciagola il mio dissenso, urlare le mie paure per un futuro sempre piu’ incerto, gridare al mondo intero il peso gravoso delle mie aspettative mancate….! Non mi rimane che ridurre sensibilmente i confini delle piccole grandi cose che sanno ancora donarmi quella piacevole sensazione di serenita’, prendo fra le mani la mia sei corde e suono la melodia che in quel preciso istante sento piu’ vicina alla mia anima….anche questa e’ la mia piccola grande liberta’..il resto e’ vita…!

…buon ascolto…..deicato ai pochi uomini liberi che conosco…!

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Ti entra nella pelle come una lama gelida, scatenando nella tua anima una terribile sensazione di vuoto che ti prende per mano in quelle serate interminabili in cui ti senti particolarmente inutile, come se il tuo stesso diritto alla vita, la tua stessa esistenza fosse solo pertinenza di eventi esterni capaci di strumentalizzare la tua vita. Ma e’ proprio quello il momento in cui dobbiamo concentrare tutte le nostre forze fisiche e mentali, per lottare corpo a corpo contro quella infida depressione che sembra adularci, per non abbandonarci a cattivi pensieri, per ostentare una reazione di non accettazione, per urlare a muso duro tutto il nostro dissenso. Questo e’ l’unico reale vantaggio…. la nostra mente,il saper miscelare sapientemente i ricordi del cuore che ci legano alle persone a noi piu’ care, in modo da saper elaborare stimoli di vita intensi, linfa vitale in occasioni come queste.Niente e’ piu’ forte del legame che ci unisce alla vita stessa, alle persone che amiamo, al mondo che ci circonda, capace tavolta, a nostra insaputa, di prendersi cura di noi. E se sentiamo la necessita’ di condividere le nostre emozioni, non dobbiamo avere timori di sorta, l’unica controindicazione e’ saper scegliere una persona amica in grado di saperci ascoltare pazientemente,saperci consigliare con amicizia, con quella sensibilita’ che solo un amico sa’ di avere in certe occasioni. Non siamo cosi’ soli, come tavolta ci sembra di essere, fra le tante espressioni di superficialita’virale,che distinguono inumerevoli persone insignificanti, grazie al cielo ci sono ancora focolai di persone vere, ci sono ancora cuori che palpitano in attesa di un nostro sguardo, di un qualunque cenno di ribellione…niente e’ perduto…!

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Mai come oggi mi son sentito cosi’ fragile ed inerme,spettatore impietrito di immagini agghiaccianti di fronte allo schermo della tv, una tragedia immane che di prima mattina avvolge l’isola di Sardegna, di una triste e cupa nuvola di disperazione.L’aggiornamento dei fatti di cronaca parla di ben 16 vittime a cui seguono ben 5 persone disperse, le speranza di poterle riabbracciare sono ancora vive, si continua a cercare disperatamente nel fango. Il ciclone Cleopatra non ha risparmiato nessuno,uomini, donne,anziani e bambini,tutte vittime occasionali di una colpa.. semplicemente quella di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Come sardo sono letteralmente addolorato,mi sento a pezzi, e’ difficile l’accettazione di una cosi’imponente tragedia collettiva di tanta violenza, la natura tavolta e’ crudele, quasi volesse rivendicare con rabbia i sosprusi subiti, certo e’ che la zona di Olbia e’ una delle zone piu’ aggredite dall’abusivismo edilizio, e questo associato al taglio selvaggio di intere zone boschive a favore di lottizzazioni turistiche , ha aumentato fortemente i rischi globali che hanno creato una situazione di questa gravita’. Ora pero’ non e’ancora tempo di polemiche..ora e’ il momento di stringersi stretti ai parenti delle vittime e alle tante persone che hanno perso la casa, che hanno visto in un attimo, dissolversi tutti i sacrifici di una vita intera. A loro la mia personale solidarieta’, il popolo sardo e’ sempre stato generoso e’ questa sara’ l’ennesima opportunita’ per poterlo dimostrare al mondo intero…fortza paris.!

e chi meglio di Andrea poteva capire fino in fondo questa voglia di lottare sino in fondo…

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E’ un copione che si ripete,ogni qual volta nella vita insegui un sogno, come per incanto ti sfugge dalle mani come fosse aria rarefatta.Mi e’ capitato piu’ di una volta,eppur nella mia faccia traspare sempre la stessa espressione di incredulita’,di meraviglia,quasi non volessi rassegnarmi ad accettare questo strano meccanismo che regola l’essenza della nostra vita.E allora cerchi delle soluzioni,valuti delle opzioni a cui non saresti voluto arrivare mai,ma come si suol dire…a mali estremi,estremi rimedi.Magari nello stesso momento in cui decidi di rinunciarci,ecco che traspare dalle nuvole quel raggio di sole che hai aspettato invano per cosi’ lungo tempo e ti chiedi se realmente qualcuno da lassu’ abbia ricevuto l’ingrato compito di giocarti contro…e preferisci non risponderti,perche’ sai bene che comunque non saresti disposto a rinunciare in alcun modo al tuo sogno perche’ il solo rinunciarci sarebbe un po’ come morire.Sin quando avro’ la forza di sognare,sin quando avro’ l’ardire di immaginare che prima o poi le cose cambieranno…il mio cuore continuera’a battere nel mio petto e la voglia di vivere circolera’ in tutto il mio corpo al pari di un elixir fatato.

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Ed ora voglio chiudere gli occhi e lasciarmi andare, solo cosi’ saro’ certo di percepire ogni minimo movimento intorno a me, sara’ solo questione di tempo, so’ bene che prima o poi non saprai resistere al richiamo che ho sempre alimentato in te ogni qual volta che i tuoi pensieri si plasmano ai miei, ti addentrerai con movimenti lenti e sinuosi nella mia sfera piu’ intima.. sentiro’ ogni tuo singolo gesto, seppur ami muoverti in punta di piedi, qualche volta mi chiedo il perche’ di tanta attenzione, quasi facessi di tutto per non lasciare impronte digitali, probabilmente cerchi solo di non metterti nella condizione di doverti fare delle domande imbarazzanti per poi risponderti col cuore in gola, sino al punto da dover mentire persino a te stesso…o forse avevi solo paura di disturbare, forse non hai bussato al portone della mia presenza vigile solo per non darmi l’ennesima illusione, quella capace di sgretolarmi il cuore. Eppure bastava poco per capire la mia anima, bastava semplicemente guardarmi negli occhi per captare il ritmo del mio cuore, la frequenza del mio respiro a giorni sempre piu’affanoso, perche’ in fin dei conti la vita e’ un continuo, un eterno rincorrersi, seppur ci son delle volte in cui pensi di aver sbagliato tutto, come se aspettassi un treno gia’ partito da tempo..non si puo’ tornare indietro, non si puo’ attendere quello che materialmente non esiste se non nella nostra fantasia alimentata dal tuo sferzante vento, per certi versi molto simile al maestoso maestrale..perche’ tu nel bene o nel male rimani il mio desiderio….!

dimenticavo….buona musica a tutti voi…….

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Oggi e’ una bella giornata di sole, la fatidica alba di tanti sardi in trepidante attesa per l’arrivo di Papa Francesco, e’ giunta. Una volta tanto l’isola di Sardegna esula dai soliti stereotipi, questa volta i sardi, che per l’immaginario collettivo dei mass media, si dividono tra sequestri di persona e pastorizia, godono di una luce nuova, di grande intensita’…oggi essere sardi e’ indice di una punta d’orgoglio, oggi e’ una giornata di festa. Le attese erano inumerevoli, migliaia di devoti son partiti da ogni punta estrema dell’isola, tutti avevano nel profondo del cuore una preghiera, una supplica, una richiesta da bisbigliare a quell’uomo diventato Papa, che sa’ ascoltare le voci del popolo, che sa’ parlare in modo semplice per farsi capire da tutti, che tavolta rompe il rigido sigillo del protocollo, pur di sentirsi sempre piu’ vicino a quelle fascie piu’ deboli, quelle di tante persone che si trovano in difficolta’, quelle di innumerevoli uomini e donne che hanno perso il diritto al lavoro, quelle che hanno perso la speranza di poter mettere fine ad una situazione sempre piu’ gravosa. E proprio sulla speranza il Papa si e’ soffermato piu’ di una volta esortando le persone a non perderla, non permettendo a nessuno di farsi rubare quella speranza cosi’ preziosa, l’unica in grado di dare ancora un senso compiuto alla vita stessa. Non posso negare di essere stato colpito da quelle parole, e le lacrime hanno rigato il mio volto nel vedere quelle file interminabili di ammalati in attesa di una buona parola, di un bacio sulla fronte, oggi hanno vissuto una giornata da protagonisti, una giornata che rimarra’ per sempre impressa nei meandri dei loro cuori. Forse domani le cose saranno uguali in tutto e per tutto ad oggi, ma una cosa e’ certa, il miracolo collettivo si e’ compiuto nello stesso momento in cui seppur per poche ore, le persone si son sentite meno sole, si son sentite il volto accarezzato da una mano immaginaria eppur cosi’ presente, grazie Papa Francesco a nome mio e di migliaia di sardi che come me hanno sentito la tua amorevole presenza.

buon ascolto…!

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E’ sempre difficile parlare del proprio cuore,delle sue movenze,delle sue debolezze, del suo ritmo che a giorni alterna momenti di ordinaria noia ad altri di straordinaria pazzia, quando niente e’ scontato, un ritmo cosi’ accelerato, che a giorni, sopraffatto dalle emozioni, ti senti il cuore battere nel petto in modo intenso, quasi un treno impazzito dietro alle sensazioni di una vita cosi’ travolgente, inebriante, totalitaria nell’espressione del suo codice di lettura degli eventi, il piu’ delle volte cosi’ lontani dalla cruda realta’. Qualche volta mi vergogno di non riuscire a controllare umanamente le mie emozioni, avrei voluto essere piu’ distaccato, dagli eventi che mi circondano, ma niente sfugge alla mia anima che si ciba di espressioni, di sensazioni, di sguardi intensi, di ricordi amorevoli come di ferite che tardano a cicatrizzare…perche’ non sempre il tempo riesce a colmare certi vuoti,mi son sempre chiesto,forse occorre solo piu’ tempo, o forse il tempo non sara’ mai abbastanza. Ho paura che esistano delle domande che non avranno mai una risposta. Non mi rimane che chiudere gli occhi per un solo istante e immergermi nei meandri del mio cuore per frugare nell’archivio dell’emozioni, quella miriade d’immagini senza tempo che serbo con cura nella mia mente, i momenti piu’ belli di tutta la mia vita…e solo allora percepisco quanto sia meraviglioso il dono della profondita’ del cuore, il riuscire a filtrare i mille colori dell’anima nell’ostinata ricerca dell’amore per la vita, irradianti di una forza capace di rinnovare un raggio di luce solare in tanti cuori in penombra, atrofizzati da vite amare, da esistenze difficili..non perdiamo l’amore per la vita, sarebbe un po’ come morire giorno dopo giorno, nello stesso preciso istante in cui rinunciamo alle nostre emozioni..!

La canzone di Rita parla delle lotta interiore fra le scelte del cuore e la razionalita’ della mente…due mondi cosi’ vicini eppur di fronte a scelte difficili,cosi’ lontani..!

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E’ innegabile che in certi frangenti della vita avere un aspetto gradevole puo’ decisamente fare la differenza..e’ inutile negarlo essere belli aiuta e non poco nella realizzazione dei progetti che ognuno di noi si prefigge, tanto piu’ in tempi dove tutto quello che si puo’ esibire fa’ spettacolo. Ora quello che vorrei capire sino in fondo e’ quanto puo’ essere determinante questa peculiarita’, visto e considerato che attualmente, anche nei curriculum che si inviano alla ricerca di un lavoro specializzato dove e’ rilevante solo la capacita’ tecnica relativa alla mansione specifica, alcune aziende oltre alle attitudini professionali, ti chiedono espressamente una foto nel quale devi cercare di sfoderare il tuo migliore sorriso accattivante. Posso concepire che per candidarsi a ruoli di veline e hostess sia d’obbligo avere un aspetto piacevole…ma continuo a non capire nell’ambito di un lavoro di metalmeccanico, quale necessita’ possa comportare avere requisiti estetici,avrei giurato sino a poco tempo fa’ che sarebbe stata necessaria solo una capacita’ manualmente professionale, ma probabilmente sbagliavo..! Al superficiale di turno, potrebbe sembrare una inutile polemica della domenica mattina, ma ho paura che il problema sia molto piu’ serio, perche’ il fatto in se’ comporta un grave atto di discriminazione verso tutte quelle persone che non hanno avuto da madre natura il dono di un aspetto piacevole. Ho grande nostalgia di quei tempi, ormai lontani, quando la sola capacita’ fisica e psicologica di un lavoratore era l’unica forza trainante del motore di ricerca del lavoro in Italia…!

buon ascolto…!

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L’Amore e’ un sentimento universale a 360° in grado di muovere il cosmo intero,migliaia di uomini e di donne continuano senza darsi un solo attimo di tregua, la loro esausta ricerca,resa ancor piu’ complessa,dalla difficolta’ di mostrarsi realmente per quello che si e’…troppe convenzioni sociali,troppe regole del viver comune,capaci di isolare le persone senza donarle una sola possibilita’ di farsi conoscere sotto il profilo dell’intimita’. E si continua a soppravivere sempre piu’ fortificati nel proprio egoismo, nelle proprie paure cercando di ignorarsi.. nella speranza resa ormai vana, di ritrovare la forza , il coraggio di guardarsi di nuovo negli occhi,di soffermarsi su uno sguardo alla disperata ricerca di emozioni,sensazioni quasi dimenticate.. capaci di modificare radicalmente il contatto che ci lega a tutte le persone che gravitano intorno al nostro viver comune. Non e’ mai stato semplice trovare l’anima gemella, la persona con cui condividere una vita…e quando ti ritrovi con un passato ingombrante,a volte persino scomodo ed una eta’ non propriamente da ragazzo si va’ alla ricerca di situazioni, di opportunita’ che possano dare, in un breve lasso di tempo, una svolta alla tua vita. Da cui e’ facile intuire il perche’ della crescita a dismisura di tutte queste agenzie matrimoniali che, sulla carta, dovrebbero aumentare il numero dei contatti dei possibili aspiranti facilitando le dinamiche d’incontro. Che dire, mi da’ tristezza pensare alle persone che globalizzano il loro futuro amore…perdere le fasi occasionali e conoscitive di un rapporto personale fra un uomo ed una donna e’ un po’ come far l’amore senza alcuna forma di preliminare….ma d’altronde nell’amore tutto e’ lecito..sorrido al solo pensiero che e’ l’unica forma di lotta in cui vince chi scappa.. in questa confusione globale l’unica verita’ e’ che l’amore non conosce le nozioni basilari di matematica applicata…non si puo’ amare una persona molto o poco…la si puo’ solo amare intensamente con tutta l’anima…o decidere di allontanarsi per sempre, qualora il nostro sentimento non sia ricambiato come avremo desiderato..un motivo in piu’ per non farsi gratuitamente del male, non ha alcun senso inseguire chi non vuole essere afferrato..buoni propositi a tutti voi…la vita’ e’ gia’ di per se’ abbastanza difficile, cerchiamo di non rendercela insopportabile.

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E sono ancora qui che aspetto,da cosi’ tanto tempo, che a momenti quasi non rammento piu’ la motivazione di tanta spasmodica attesa, eppure avevo focalizzato in quelle interminabili giornate grigie, mille progetti,una miriade di propositi che non avevano altro scopo se non quello di dare un senso a questa maledetta attesa che avrebbe dovuto dare una svolta a questo stato di cose, ma tutto e’ immobile, nessuna variazione se non lo scorrere inflessibile dei miei anni. Ma cosa mi sta succedendo? Qualche volta mi chiedo se sia sufficiente persino un qualche straccio di novita’ per farmi sentire piu’ vitale, in grado di scaricarmi un po’ di energia capace di rinnovare la mia voglia di vivere…non e’ semplice in questi casi continuare a credere che qualcosa debba capitare..ma ci son giorni, e questo e’ uno di quelli, in cui in cuor tuo ti chiedi se sei ancora capace di sperare in quella vita che in un certo qual senso non senti piu’ tua, un po’ come se qualcuno ti avesse scippato la tua gioia di vivere, ma passera’ questo momento, passera’ come passa la pioggia, come il vento spazza le nuvole piu’ caparbie, dopo tanto nuvolo posso solo sperare in un cielo illuminato da un raggio di sole…in grado di farmi dimenticare le amarezze della vita…e di questi tempi non e’ poco..!

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Sono stato svegliato di soprassalto alle prime luci dell’alba di una qualunque giornata d’inverno,all’altro capo del telefono un mio parente mi rendeva partecipe della tua morte. Eri volata in cielo con la stessa riservatezza con cui avevi voluto vivere una vita intera, quasi non volessi arrecare disturbo a nessuno. La prima cosa che mi e’ balzata in testa e’ il pomeriggio di qualche giorno prima in cui son venuto a farti visita al centro di ricovero dove avevi trascorso gli ultimi quattro lunghi anni, non era semplice farti passare quelle due ore in armonia, a giorni bastava cosi’ poco per farti adirare…ma era la malattia ad averti reso cosi’ poco incline al dialogo…ma io grazie a Dio, avevo bene impressa nella mente, la tua proverbiale pazienza nel comporre quei quadri in pannolenci con quella certosina creativita’ che ti ha accompagnato sino alla fine. Ti vedo ancora armata di das nel dare anima a quel presepe che per tanti natali era a fianco dell’albero adornato a festa. Sei stata comunque presente quando era necessaria la tua presenza, certo tavolta col tuo carattere che alternava stati d’animo che seguivano l’andamento della tua glicemia non era facile parlamentare…ma ti riconosco grandi doti umane,solo tu avevi il potere di rassicurarmi in certi momenti, e se ho sentito il bisogno di venire a farti visita di tanto in tanto era espressamente perche’ nel silenzio dei nostri sguardi volevo trasmetterti il chiaro segnale che in certe occasioni in cui mi son trincerato nelle mie irremovibili posizioni.. avevi ragione tu, ancora una volta avevi visto giusto..ci son delle volte in cui e’ piu’ semplice scambiarsi sensazioni attraverso uno sguardo piuttosto che esprimerle con le parole..! Una delle cose che mi faceva sorridere di te e’ che non amavi tassativamente sentirmi parlar male di nessuno, cambiavi subito argomento e mi invitavi tacitamente a cambiare discussione, ma quando eri agitata anche io avevo i miei assi nella manica, ben consapevole che se portavo con me il pc e ti facevo vedere delle vecchie foto di famiglia. la tensione sfumava in un batti baleno…ed i tuoi occhi brillavano di fronte a quelle vecchie foto di tempi ormai lontani. Con queste poche parole volevo solo dirti grazie delle tante attenzioni che hai avuto per me…immagino la tua faccia sbigottita e sorrido al solo pensiero di saperti ora oltre che parte integrante del mio cuore anche presente nel mio blog….ciao zia Angela…riposa in pace..!

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Il piu’ delle volte l’amarezza che mi permane nell’anima e’ dettata dalle grandi aspettative che nutro immanchevolmente giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, nei meandri piu’ nascosti del mio cuore, per quelle persone che considero, senza alcuna incertezza Speciali….! In effetti lo sono, lo son sempre state sin dal primo momento in cui le ho conosciuto essenzialmente perche’ le uniche capaci di eludere il mio sistema celebrale di autodifesa, perche’ le persone come me, con una spiccata attitudine all’osservazione del mondo circostante…si possono fregare in un solo ed unico modo. E questo processo di abbattimento delle mie barriere difensive mi capita esclusivamente quando ho piena fiducia della persona, quando nutro un sentimento di grande amicizia o ancor peggio un profondo sentimento d’amore. La vita e’ piu’ strana di quanto si possa pensare…proprio quando avrei necessita’ di accentuare l’attenzione per tutelare la mia persona da situazioni difficili, proprio allora, butto giu’ l’ancora della fiducia in sconosciuti isolotti non sempre meritevoli di cosi’ tanta fiducia. E la storia si ripete con ciclo periodico, perche’ nonostante si sia imparata la lezione, ogni volta che mi imbatto in qualche nuova relazione sociale vivo perennemente d’entusiasmo giovanile..e alla mia eta’ non so’ bene cosa possa essere considerato un guaio peggiore..! Ma d’altronde la vita bisogna viverla comunque, giorno dopo giorno, respirandone intensamente tutta l’asprezza e l’intensita’ ancora in grado di regalarti emozioni, sensazioni, ancora peggio sarebbe vivere in una campana di vetro in uno stadio amorfo di totale sicurezza,nell’illusione che anche quella sia una forma di vita…ma quella non e’ vita, non lo e’ mai stata.

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Esiste un preciso momento in cui un uomo alla soglia dei settanta anni puo’decidere di pianificare in modo ottimale gli anni che il buon Dio sara’ disposto a concedergli, sospinto dalla sua memoria storica capace, perlomeno sulla carta,di filtrare il mondo circostante, in modo tale da dargli oggi piu’ che mai, l’opportunita’ di valorizzare scelte responsabili ricche di saggezza. Naturalmente questa regola non vale per tutti, sarebbe troppo semplice persino il solo pensarlo…ma e’ tutto il giorno che penso e mi chiedo cosa abbia spinto Graziano Mesina ad essere protagonista delle cronache nazionali, ancora una volta controcorrente, ancora una volta per motivazioni di normativa penale. La sua storia e’ sempre stata a senso unico, sin da quando da ragazzo, e’ stata segnata dall’omicidio del fratello…non c’era altra soluzione se non la vendetta….e da li’ il suo ruolo di ultimo bandito sardo romantico ha preso piede ed e’ arrivato sorprendentemente sino ai nostri giorni…ma a dir la verita’ le accuse di oggi non hanno piu’ niente di romantico,non sanno piu’ di balentia agreste di tempi ormai dimenticati…di codici barbaricini inviolabili….si tratta semplicemente di droga, niente di piu’…! Il cerchio si conclude…e credetemi avrei voluto continuare a vivere il mito della primula rossa..dell’impavido incedere di quel bandito sardo dal cuore nobile, che probabilmente appartiene solo alla mia fantasia..!

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E la domanda a cui vorrei rispondere prima di ogni altra e’…quanto tempo, quanto tempo mi rimane…. e bada bene che quando parlo di tempo non mi riferisco a quello espresso dall’inarrestabile scorrere delle lancette sul quadrante del mio orologio da parete, parlo di un concetto piu’ ampio, piu’ totalitario certo come sono che apprezzerai sin da ora il mio sforzo nel delineare, seppur ancora a tinte tenui. il concetto che ho una gran paura, una fottuta paura che sia davvero poco…davvero poco per portare a compimento la miriade di progetti che ho in perfetto equilibrio sulla testa, quella irripetibile sequenza quasi sincronizzata di sogni incastonati nella mia mente che tengo a malapena dentro quel cassetto sempre piu’ stretto rispetto al numero dei desideri che ho da realizzare. L’unica cosa sensata che posso fare e’ impegnarmi sino in fondo a dare un senso compiuto ad ogni piccola grande cosa che faccio, respirare a pieni polmoni ogni attimo, ogni istante che la vita mi ha donato..non voglio sprecare niente, anche il piu’ insignificante istante potrebbe essere quello giusto….e cosi’ vorrei cercare di fare con te, vorrei trasmetterti questo concetto, tanto semplice quanto cosi’ difficile da assimilare, presi come siamo dalla moltitudine di problematiche che la vita ci riserva giorno dopo giorno….per cui ora chiudo gli occhi..e spero tu voglia farlo con me..voglio volare, voglio sorvolare la realta’, voglio pensare di volermi bene, bene per davvero, voglio viverla a pieno questa vita, perche’ in fin dei conti ne ho solo una a disposizione…una ed una sola…!

e buon ascolto…lei e’ la Gabriella Ferri di sempre, un’artista di rara bellezza nella sua versione del brano che ha reso celebre la poetessa Violetta Parra.

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